Agopuntura e Sport

L’Agopuntura è un sistema medico millenario, le sue origini affondano nella preistoria e da allora in modo continuativo è stata utilizzata per il trattamento di numerose patologie acute e croniche. Già dagli anni 70 l’OMS ne ha riconosciuto il beneficio terapeutico e da allora anno dopo anno si sono raccolte un gran numero di evidenze sulla sua efficacia e funzionamento.

Per incontrare le esigenze che derivano dalla pratica sportiva agonistica si sta sviluppando, insieme ad una chirurgia ortopedica sempre più mirata che punta a ridurre l’invasività dei trattamenti, una pratica integrata che consenta di ottenere prestazioni fisiche ottimali.

Oltre all’oriente, dove la grande tradizione sportiva addirittura si mischia con quella medica dando vita a numerose discipline di cui si riconosce al’unanimità il valore terapeutico come il Qi Gong e il Tai Qi Chuan, l’Agopuntura è molto utilizzata nelle nazioni dell’Est Europeo che l’hanno conosciuta attraverso la Cina. In Occidente da alcuni anni si è diffusa a partire dagli Stati Uniti dove molte squadre di football americano, di basket e di calcio la utilizzano a vari gradi nella gestione degli sportivi. In Europa si sta diffondendo, è presente in alcuni grandi team calcistici e molti sportivi la utilizzano per migliorare le loro performance.

I principali settori di utilizzo sono la traumatologia, il sovraccarico cronico distrettuale, il recupero, il potenziamento muscolare e il trattamento di alcune condizioni di medicina generale che influiscono sul rendimento sportivo in gara o sulla capacità di allenamento come l’insonnia, la nausea, i disturbi gastrointestinali.


La gestione multifattoriale della traumatologia sportiva è un campo di notevole interesse, l’agopuntura è infatti l’unica tecnica che consente di agire in modo selettivo sulla componente neurologica(1) di un disturbo e su tutti i parametri dell’infiammazione tissutale. Numerosi studi clinici dimostrano (2) che è possibile favorire una fisiologica riparazione della lesione tramite l’incremento di popolazioni cellulari specifiche che evitano il sovrapporsi di stati cicatriziali o infiammatori cronici. È molto importante nel traumatismo cronico legato alla ripetitività dei movimenti specifici di ciascuno sport (fasciti plantari, epicondilite o epitrocleite, sindrome patello-femorale o traumatologia ripetuta di alcuni distretti articolari). L’agopuntura consente infatti, oltre al trattamento del dolore e dello stato infiammatorio, l’attivazione di meccanismi di correzione posturale (3) che ottimizzano il gesto atletico. Laddove infatti si produca un sovraccarico cronico di alcuni distretti è spesso sufficiente diminuire la tensione muscolare a livello di zone già sollecitate al massimo dall’attività sportiva per migliorare il sintomo e il recupero. È il caso, ad esempio, della gonalgia cronica dello schermidore o del pallavolista.

L’agopuntura nel traumatismo acuto

L’azione selettiva di alcuni punti sulla trasmissione neurologica consente un ripristino della propriocezione che migliora l’esito della riabilitazione e ne accorcia i tempi in modo significativo andando, inoltre, a ridurre l’edema post-traumatico. La tradizione cinese in questi casi consiglia di intervenire al più presto, entro le 24-48 ore utilizzando i meridiani tendino-muscolari (Jing Jin) per impedire la progressione della lesione e la sua cronicizzazione(4).

Si tratta per primo il punto Jing (pozzo) del meridiano interessato dalla lesione per poi trattare i punti Ashi. È anche possibile utilizzare il meridiano tendino-muscolare controlaterale soprattutto se la lesione è molto grave o estesa. Questa tecnica consente, tramite l’utilizzo del punto più funzionale dell’intero meridiano, di ristabilire una comunicazione corretta con la zona malata permettendo al nervo di trasmettere il suo segnale. In ogni trauma infatti è possibile osservare un’ area dove al dolore si associa parestesia, iperestesia o disestesia.

Effetto antalgico

Traumatologia minore – analgesia fisiologica.

Traumatologia maggiore – migliore recupero post-operatorio.

L’agopuntura è molto utile soprattutto nella traumatologia sportiva di lieve entità dove una piccola lesione può compromettere la prestazione atletica o l’allenamento. Rispetto ad una terapia antalgica o antidolorifica tradizionale non pone il problema del mascheramento del dolore, spesso unica spia della progressione della lesione tissutale. L’agopuntura è in grado di modulare il dolore in maniera fisiologica. Non essendo una tecnica anestetica favorisce il rilassamento muscolare, elimina la contrattura antalgica e migliora la perfusione tissutale. È in grado di agire sui meccanismi inibitori spinali come il gate control system e sulla modulazione centrale del dolore (5). Nel controllo a cancello l’azione della stimolazione con l’agopuntura agisce sulle fibre della sensibilità non dolorifica che modulano la trasmissione dello stimolo algogeno a livello del corno posteriore del midollo spinale. Ovviamente se lo stimolo supera un valore di soglia viene comunque trasmesso ai centri superiori e il dolore viene percepito. L’effetto di modulazione a livello segmentario consente di riequilibrare anche i meccanismi posturali consci e inconsci preposti alla gestione del dolore che intervengono nella cronicizzazione e nella sensibilizzazione di zona.

Nella traumatologia sportiva maggiore invece l’agopuntura consente un miglior decorso post operatorio e riabilitativo (6).

Modulazione posturale

Ci sono condizioni infiammatorie croniche che pongono numerosi problemi nel percorso riabilitativo specialmente se derivano dal sovraccarico di alcuni segmenti scheletrici legato alla pratica agonistica. Interessano in particolare le strutture tendinee come la sindrome patello-femorale, la sindrome della bandelletta e la tendinite della cuffia dei rotatori. Tutte traggono beneficio dall’uso dell’agopuntura che in molti casi è determinante per ristabilire l’equilibrio statico e dinamico del segmento interessato e aggiunge un prezioso contributo anche per le difficoltà che si riscontrano con il trattamento medico convenzionale.

Se infatti la fisioterapia e la corretta preparazione atletica consentono di ripristinare un tono muscolare armonico che non penalizzi nessun distretto muscolare è indispensabile aggiungere tecniche che consentano un armonico reclutamento muscolare da parte del cervello anche nelle zone malate. In questo caso l’agopuntura consente di effettuare un riallineamento posturale che evita il ripetersi del sovraccarico e che, nel breve e medio termine, ottimizza il rendimento muscolare. In questo caso è necessario in particolare l’utilizzo dei meridiani curiosi (Qi Jing Ba Mai) che sono in grado di attivare una profonda riprogrammazione della persona sia in ambito fisico che psichico. Anche nell’atleta la postura è largamente determinata da attitudini e inclinazioni inconsce che sono strutturate fin dai primi stadi dell’apprendimento.

È possibile inoltre migliorare lo stato di attivazione del corpo e l’attenzione, migliorare i parametri ematici e l’assetto immunitario(7). In un atleta professionista anche lieve miglioramento di questi parametri migliora significativamente il rendimento sportivo e consente il recupero della condizione fisica ottimale alla prestazione.

Effetti sulla prestazione atletica

Migliore adattamento allo sforzo fisico

Capacità di recupero più rapida

L’agopuntura consente di migliorare molte fasi dell’allenamento e di migliorare la resistenza alla fatica e allo stress ossidativo. Interviene anche bilanciando l’attività del sistema nervoso autonomo migliorando la risposta psicologica e fisica allo stress.

I numerosi viaggi, il cambio delle condizioni climatiche, la fatica e lo stress legato alla competizione possono influire sul rendimento in gara.

Studi condotti su atleti confermano che è possibile influire sulla resistenza alla fatica (8) e sulle capacità di sforzo massimale (9) utilizzando delle semplici stimolazioni auricolari o transdermiche. Le analisi effettuate permettono di osservare delle variazioni nella risposta dell’atleta con una diminuzione del battito cardiaco, dell’acido lattico ematico e un aumento dell’ossigenazione. Vengono influenzati i livelli di immunoglobuline e la metabolizzazione dei radicali liberi.

In un contesto internazionale o comunque di alto livello le condizioni mentali e fisiche con cui la gara viene affrontata diventano determinanti per il successo e il suo utilizzo può essere di grande impatto.

Una medicina sicura

Non ci sono effetti collaterali.

Un’etica sportiva sviluppabile.

L’agopuntura è completamente priva di effetti collaterali e per questo è particolarmente gradita agli atleti che hanno la certezza che non avranno effetti indesiderati a breve o a lungo termine. Durante l’infortunio sono infatti sottoposti a molti trattamenti, riabilitativi, farmacologici, ortopedici. Sebbene gli effetti collaterali delle terapie siano da sempre considerati secondari al raggiungimento dell’obiettivo sportivo, la longevità agonistica dipende in gran parte dalla capacità di guarire in modo ottimale.

Anche nella pratica sportiva non agonistica è importantissimo sviluppare modelli di trattamento che riducano l’uso di farmaci e migliorino il recupero. Nello sportivo non professionista infatti spesso i carichi di lavoro non sono studiati in modo sistematico rispetto alla dinamica posturale complessiva, alle possibilità fisiche, all’età del soggetto e si corre il rischio di incorrere in infortuni gravi. Lo sforzo per affrontare le competizioni comporta anche un ricorso a farmaci stimolanti se non anabolizzanti che minano la salute e spesso anche la vita sociale. La medicina integrata nello Sport che punti a ridurre la tossicità dei trattamenti e a sviluppare le potenzialità agonistiche è ormai una realtà da vivere e sviluppare in ogni suo aspetto.

Liberamente tratto da:

http://bit.ly/2uKVhHn

Bibliografia

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